Il Sambuco
Storia e usanze locali.

  • Raccolta di Ricino a Castel San Pietro (foto Samuel Wülser). La malva tücc i maa i a calma, 2011.

  • Libretto di segreti medicinali rinvenuto a Biogno (Museo del Malcantone). La malva tücc i maa i a calma, 2011.

L'Inventario etnobotanico delle piante medicinali del Canton Ticino raccoglie numerose testimonianze sugli usi popolari del Sambuco. Fino a non molto tempo fa, questa pianta veniva impiegata per curare i malanni invernali, in particolare in caso di tosse, raffreddore e influenza.

Storia

Il sambuco, noto per le sue proprietà contro i malanni invernali, era conosciuto già nel 400 a.C. Ippocrate lo incluse nella sua personale “farmacia” mentre i nativi americani ne conoscevano le proprietà e i benefici. Dai fiori e dalle bacche si ottenevano rimedi contro l’influenza, il raffreddore e la febbre, come documentato negli scritti dell'erborista inglese Maud Grieve (1858 – 1941).

Ticino

In Ticino sono state trovate diverse testimonianze. In un documento del 1321 si legge Sambugedo, termine che doveva riferirsi a una località nei dintorni di Biasca. In un “Codicetto sanitario" del 1624, trovato in Vallemaggia, vengono descritti in modo dettagliato i preparativi per sanare i malefici. In un altro manoscritto di epoca secentesca si raccomanda il sambuco contro le febbri di origine malarica, mentre un documento del 1800 consiglia la corteccia interna come rimedio per le scottature.

Toponimi ticinesi

Al sambuco sono ancora oggi legati i nomi di diverse località ticinesi:
- Sambuco, sambügh (Brione, Verzasca)
- Sambuco e Valle del Sambuco, sambüj (Fusio)
- Sambugaro, Sambüghièe, frazione di Lavertezzo

Storia recente

In un manuale di economia domestica degli anni ‘50 il sambuco era consigliato come blando purgante, sudorifero, espettorante e per curare alcune infiammazioni esterne. La medicina moderna si è interessata a questa pianta e, in Germania, una speciale commissione ha riconosciuto le proprietà sudorifere in caso di febbre alta.