Il Sambuco
Sambuco Comune, Sambucus Nigra.

Il Sambuco è un arbusto comune che cresce nei boschi di montagna accanto a faggi e castagneti, nei parchi cittadini, a ridosso di strade di campagna o lungo i fiumi e nelle zone umide. Ha piccoli fiori bianchi raccolti a ombrello e bacche di colore violaceo. Oltre che in cucina, il sambuco è da sempre usato nella medicina popolare per le sue proprietà curative.

Usi

Di questa pianta si utilizzano i fiori, le bacche, le foglie e anche la corteccia. Trasformato in infuso, decotto o sciroppo, il Sambuco era principalmente impiegato per la cura di malattie da raffreddamento, come raffreddori, tossi e bronchiti. Per il suo caratteristico profumo dolciastro, simile al miele, è tutt’oggi largamente utilizzato in cucina per la preparazione di sciroppo, frittelle, marmellata e tisane. I fiori sono inoltre un ottimo ingrediente per le preparazioni cosmetiche, grazie alle proprietà lenitive e antinfiammatorie delle mucillagini.

Raccolta

La raccolta dei fiori, che avviene recidendo le infiorescenze alla base, ha luogo generalmente da aprile a giugno, anche se maggio è considerato il mese ideale se si vuole rispettare il tempo balsamico della fioritura. I frutti si colgono verso la fine di agosto e la corteccia si preleva in autunno.

Curiosità

Le testimonianze dell’impiego del sambuco risalgono a tempi molto antichi; semi di sambuco sono stati trovati tra i resti di palafitte intorno ad alcuni laghi svizzeri e tante sono le usanze legate alle sue proprietà, sia in campo alimentare, sia nella medicina popolare. Diverse leggende attribuiscono a questa pianta poteri magici e risanatori.

Costituenti principali

Flavonoidi (sambucina), acidi grassi, oli essenziali, triterpeni, mucillagini, polifenoli, glucosidi, resine, coloranti, acidi organici, colina, alcaloidi e tannini.